Ti amo, mamma
Poi mi lasciasti solo a ripensare
i giorni antichi della dolce infanzia
quando tu c’eri ancora…
oggi, che un grumo rosso
ti ha rotto nella testa qualche vena
e ti divora
la vita e le memorie.
Giunse così quel maledetto sasso,
al ricordo, che pena!…
Fu un colpo inesorabile,
improvviso, inguaribile,
un tedioso mattino di settembre…
e ti si portò via
la parola, il pensiero, l’allegria…
Ora so: non potrai mai più tornare
a ricambiare
il bene che ti volli e che ti voglio.
Seduta in carrozzina
vuota la testa, sopra il petto china
passi i tuoi giorni
a rimembrare i giorni
che furono felici…
Impotente, io resto a te davanti
muto… a pensare… quanti…
quanti ricordi… quanti…
anche se non intendi,
guardami mamma, e leggimi nel cuore
tutto il mio grande
grande grande amore…
Marcello De Santis

